Simone Faggioli nella leggenda americana. 

29.06.2018

Ottimo debutto del pluricampione toscano alla Pikes Peak: secondo assoluto, Rookie of the Year e tanti altri primati guadagnati. Bouduban terzo nella Unlimited e quarto assoluto.

La lunga trasferta statunitense di Simone Faggioli e Fabien Bouduban, durata quasi un mese, si è conclusa in questi giorni con il rientro in Europa. Il progetto della loro partecipazione alla Pikes Peak, che per il Faggioli Racing Team ha preso il nome di “The Peak Challenge”, ha portato i due compagni di squadra negli ultimi due anni dapprima ad immaginare, poi a pianificare ed infine a concretizzare la loro partecipazione alla corsa in salita più famosa del mondo. La Pikes Peak International Hill Climb, gara di 19 km, si è svolta nei pressi di Colorado Springs, in Colorado, lo scorso 24 giugno. A disposizione dei piloti, supportati dalla scuderia Best Lap, i prototipi NORMA M20 SF PKP realizzati appositamente dalla casa costruttrice francese Norma Auto Concept, motorizzati TFTech e ufficialmente equipaggiati con pneumatici Pirelli. Tante le difficoltà affrontate in questo progetto, ambizioso e strutturato, a maggior ragione per un team privato come quello di Faggioli. In primis le estreme condizioni ambientali (la prova termina ad oltre 4.300 mt di altezza) che hanno messo a dura prova piloti e soprattutto le vetture. Secondariamente la velocità e la pericolosità del tracciato che in un certo modo rendono ancora più avvincente la sfida. Infine le prove che iniziano alle prime luci del giorno e che quindi richiedono l’operatività dei team partecipanti già dalle ore 3 del mattino. Poco riposo e tanta fatica, quindi. A queste difficoltà si è aggiunta poi una serie di problemi estemporanei, di volta in volta affrontati e risolti, come ad esempio la mancata consegna da Chicago della vettura di Faggioli per i test pianificati l’8 giugno o le tre rotture consecutive di motore che nella settimana antecedente la gara hanno fatto lavorare ininterrottamente giorno e notte tutta la squadra. Nonostante tutto, a dispetto di questi inconvenienti, il team ha proseguito a testa bassa ed ha permesso a Faggioli di essere comunque allo start della gara. In questa particolare occasione, per la giornata di domenica, il motore è stato depotenziato al fine di acquisire una maggiore affidabilità e riuscire così a tagliare il tanto ambito traguardo. Alla Pikes Peak infatti la vera vittoria per tutti i partecipanti è proprio questa. Davanti a Faggioli e Bouduban parte per primo Romain Dumas che con la sua Volkswagen elettrica demolisce il record del tracciato e ne stabilisce uno nuovo sotto gli 8 minuti. Faggioli, che ad inizio trasferta ambiva a migliorare il precedente record di Loeb (8’13”) visti i tempi registrati nelle prove libere a settori, conclude la sua gara in 8’37” giocando “in difesa” rispetto ai suoi piani: le noie accusate prima e durante la gara non gli hanno permesso di competere contro il gigante elettrico Volkswagen. È secondo assoluto, secondo nella categoria Unlimited e Miglior Crono Rookie dell’edizione. Fabien Bouduban a sua volta conclude la gara in quarta posizione assoluta e terza della categoria Unlimited. Per Faggioli si tratta comunque di un risultato che segna una serie di primati da non sottovalutare: terzo miglior tempo nella storia di 96 edizioni della gara, miglior tempo mai segnato da un team privato, miglior tempo per un’auto a trazione posteriore nonché miglior tempo mai registrato in questa gara da una Norma. Basti pensare che nel 2017 questo crono gli avrebbe permesso di vincere con 28 secondi di vantaggio sullo stesso Dumas. Al termine della gara, dopo la discesa da un parco chiuso letteralmente innevato chiamata Champions Parade, Faggioli esprime emozionato i suoi pensieri: “Una gara che ci ha messo alla prova, dove tutto è estremo e dove arrivare al traguardo è l’obiettivo principale. Visti i problemi accusati in questi giorni oggi volevo solo arrivare alla vetta, quindi posso dirmi soddisfatto. Non è il tempo che avrei potuto realizzare, ma gli imprevisti sono stati talmente tanti che devo dirmi contento! Faccio i complimenti a Romain Dumas perché ha realizzato un tempo stratosferico, inarrivabile! Ovviamente voglio ringraziare i ragazzi che hanno dato tutte le loro forze per permettermi di essere qui oggi! Spero che questo risultato in parte li ripaghi. Ho visto tanta emozione negli occhi di chi mi ha accolto al mio rientro al paddock, è stato un momento bellissimo. Ringrazio in modo particolare Fabien con il quale condivido questo bel progetto e Pirelli, nelle persone di Terenzio Testoni ed Orazio Mastracchio, che ci hanno supportato con tutti i mezzi in loro possesso e anche oltre. È un sogno che si realizza, mai avrei creduto però che sarebbe stata così dura! Anche Romain mi ha detto in confidenza che questa gara è addirittura più faticosa della Parigi Dakar!”

È abbastanza chiaro che non è possibile fare un paragone con il colosso tedesco Volkswagen proprio a partire dal budget stanziato, ai mezzi a disposizione, alle strategie di comunicazione e contatti con la stampa adottate; in ogni caso in Italia ed Europa c’è grande attenzione verso il progetto del Faggioli Team che è stato dichiarato biennale e che quindi vedrà Faggioli e Bouduban in Colorado nuovamente il prossimo anno. Inoltre le M20 SF PKP rientreranno in Italia verso la fine di Agosto per prendere parte ad una serie di eventi tra i quali probabilmente il Masters FIA a Gubbio il prossimo 14 ottobre. Faggioli e Bouduban tengono a ringraziare i tifosi per l’incredibile sostegno che è servito da carburante motivazionale e ovviamente partner tecnici e sponsor senza i quali il progetto Pikes Peak non sarebbe stato possibile.

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